L'insegnamento di Padre Serafino del Monte Athos

بسم الله الرحمن الرحيم

L'insegnamento tradizionale si configura propriamente come una trasmissione sapienziale. Questa si svolge formalmente attraverso precise modalità operative che, pur modificandosi in funzione delle diverse tradizioni e dei diversi tipi umani cui tale insegnamento è di volta in volta riferito, ne garantiscono in definitiva la validità e l'efficacia. Conseguentemente, la compromissione della regolarità e della continuità di questa trasmissione compromette, immediatamente ed in egual misura, le possibilità reali di accesso al deposito sapienziale cui l'insegnamento è normalmente preposto ad introdurre - fatti salvi, chiaramente, ulteriori e straordinari interventi epifanici, che dischiudano intuitivamente una parte o l'interezza di tale deposito all'intelligenza del singolo, interventi che dipendono dall'esclusiva ed imperscrutabile Volontà della divina Provvidenza.

Questo brano di Jean-Yves Leloup descrive per via narrativa un esempio di iniziazione esicastica, nell'ambito della tradizione cristiana ortodossa d'Oriente. Non va comunque considerata una trattazione rigorosa dell'argomento. Il suo maggior merito è, più in generale, quello di prendere brevemente in considerazione alcuni aspetti fondamentali dell'insegnamento tradizionale: tra gli altri, la ricerca personale della conoscenza, la valutazione ed accettazione del discepolo da parte del maestro, la dimensione non-libresca dell'insegnamento, la completa remissione all'autorità sapienziale, l'eccedenza della Grazia - elargita nell'intuzione spirituale - rispetto a qualsiasi percorso autonomo di comprensione intellettuale; questi ed altri aspetti segnano caratteristicamente i tratti dell'insegnamento tradizionale, nella sua radicale differenza da qualsiasi forma di educazione profana.

«Quando X, un giovane filosofo francese, arrivò al Monte Athos, aveva già letto un certo numero di libri sopra la spiritualità ortodossa; in particolare, la Piccola Filocalia della Preghiera del Cuore, ed i Racconti di un Pellegrino Russo. Era stato sedotto, senza esserne stato veramente convinto.
Una liturgia vivida nella sua città gli aveva ispirato il desiderio di passare alcuni giorni al Monte Athos, in occasione delle sue vacanze in Grecia, per saperne un poco di più sul metodo della preghiera degli esicasti, quei silenziosi alla ricerca della "hesychia", ovvero della pace interiore.

L'importanza della Donna nel Cammino spirituale

بسم الله الرحمن الرحيم

Alcune delle più profonde incomprensioni e dei più gravi fraintendimenti, in merito al ruolo della donna in una prospettiva propriamente tradizionale - e, per estensione, a proposito della condizione umana in genere - originano dalla più generale ignoranza, tipicamente moderna, della natura simbolica della realtà, e della portata metafisica delle sue manifestazioni sensibili.
Sorta di premessa fondamentale alla comprensione autentica di qualsiasi legislazione sacra, una veridica intelligenza spirituale della realtà funge invece da principale - e, per certi versi, esclusiva - chiave ermeneutica tradizionale, che permetta di penetrarne adeguatamente i principi, i significati e gli equilibri interiori ed esteriori, di cui la dogmatica e la precettistica sono in definitiva delle espressioni formali altrimenti incomprensibili.

Questo brano di Sergio Fritz Roa prende brevemente in considerazione la funzione femminile nell'ambito del cammino di realizzazione spirituale, specificamente dal punto di vista della tradizione ermetica. L'argomento riveste peraltro un interesse proprio, essendo ampiamente condiviso, sotto vari aspetti ed in diverse forme, dalle dottrine di molte tradizioni rivelate.

«[..] L'opera alchemica, come tutto il cammino spirituale, non è possibile senza la presenza del femminile. Ovviamente il femminile non implica necessariamente una donna. Per questo ci sono molti cammini che non richiedono la sua presenza fisica. Però quello che è insostituibile è la qualità femminile o energia femminile - la quale si manifesta, qualunque sia il sapere, anche nel sé mascolino, attraverso gli aspetti dell'emotività, della devozione e del gusto dell'arte. Possiamo dire di conseguenza che la donna è la specie ed il femminile ciò che l'ha generata.
Allora, per l'Alchimia tanto il femmineo che la donna sono essenziali. Semplificando molto, possiamo dire con precisione: la donna è essenziale - poiché essa include già l'elemento femminile [apportandolo cioé in forma operativa ed attuale, e non latente e potenziale, ndr].